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Hyères

37¬į Festival di Hy√®res


Siamo felicissimi di aver contribuito con il nostro labelling alle creazioni dei designer partecipanti alla 37esima edizione del Festival International de Mode, de Photographie et d’Accessoires di Hyères. Un evento speciale per noi, un’oasi dove trovare sperimentazione, creatività, audacia e futuro!

Oggi vi raccontiamo alcune delle creazioni realizzate con la nostra solita cura grafica e tessile.

Prima novita di quest’anno: abbiamo celebrato la nostra partecipazione con un braccialetto personalizzato! Tessitura jacquard fotografica con logo a rilievo in contrasto, spessorato e morbido...un modo per indossare il Festival anche dopo la sua conclusione.

Ma le soddisfazioni non finiscono qui. Tra i vari designer, Emmetex ha avuto il piacere di creare il labelling per la vincitrice Jenny Hytönen che si è aggiudicata il Grand Premio della Giuria Première Vision e il Public Prize della Città di Hyères (una residenza d’artista a Villa Noialles per il 2023).


Assoluta purezza e semplicità per la vincitrice Jenny Hytönen. Effetto riflettente per la placchetta metallica, con logo in incisione laser; aspetto essenziale per l’etichetta tessuta, in un’inusuale estensione verticale.


Tutti i designer che conosciamo grazie alla collaborazione con il Festival di Hyères ci conducono sempre verso nuove dimensioni del progetto. Freschi, contemporanei, stimolanti. Come Juha Vehmaanperä, aka Craftiest Bitch in Town, il cui progetto è un esercizio profondo sul colore. Qui un cartellino dai colori accesi enfatizzati con rilievo lucido su dettagli. Per un liquido effetto gloss.

O Antonia Schreiten con la sua una vasta gamma di soluzioni per patch. Come questo in silicone in cui si può apprezzare il piacevole gioco di rilievi, dall’ottima definizione dei caratteri.

O per il viaggio tra Brasile e Francia di Fernando Miro & Alizée Loubet, in arte Mipinta. Per loro noi di Emmetex abbiamo creato diverse soluzioni, tutte dall’impronta super metropolitana.

Come questo cartellino in silicone dallo spessore deciso, i 3 livelli di rilievo grafico lo rendono pronto per diventare altro: portachiavi, contrassegno per bagaglio, gadget da borsa. Una ricchezza inusuale!


Le nostre collaborazioni continuano con gli stili più minimalisti. Per Lisa van Wersch, un aspetto *fluffy* molto piacevole per l’inusuale interpretazione di una etichetta tessuta. Sfruttando la tessitura tubolare, il tiretto jacquard, riempito di filo, prende un aspetto tridimensionale. Originale e rilassante!
Per Tim Suessbauer abbiamo creato un’etichetta tono su tono, con logo in tripla trama a simulare una broderie, con la morbidezza di un’etichetta e la tridimensionalità di un patch.


Per i concept più minimal, il labelling emerge ma non sovrasta l’indumento.


Per le creazioni molto particolari di Lora Sonney, il nostro compito era creare accessori dalla funzione identitaria neutra ma decisa. E cosa c’è di meglio del fondo nero dalle scritte in bianco? O delle scatole rigide rivestite con impressione del logo a contrasto, realizzate manualmente da uno scatolificio artistico?
Pulizia estrema, tecnica jacquard con un’altissima definizione per il designer franco-danese Alix Habran Jensen. La vera essenza dell’etichetta: presenza importante, un formato in evidenza, logo non urlato, raggiunge, sottile e pulito, solo chi vorrà vederlo. I fondamenti del labelling.
Tra colori, effetti fluo e velvet, pulizie estreme e superfici tattili si è conclusa anche questa edizione del Festival. Non resta che darci appuntamento alla prossima! à bientôt!!