Da quarant’anni Emmetex produce etichette tessute e plastiche, nastri, cartellini, retro-tasca, stemmi e ricami di alta qualità destinati a una vasta gamma di categorie merceologiche nel settore tessile/abbigliamento. Costantemente in evoluzione nella ricerca e sviluppo di soluzioni innovative, Emmetex si è da tempo inserita nella discussione mondiale sulla sostenibilità, introducendo progetti legati all’economia circolare.
Dopo aver sostituito l’utilizzo del filato in poliestere vergine con uno riciclato, ottenuto dal recupero delle bottiglie in PET, l’azienda toscana si accinge a tagliare un traguardo decisamente più ambizioso: ridurre gli sprechi e combattere gli scarti. A questo scopo Emmetex ha di recente sviluppato un nuovo modello circolare in grado di auto-rigenerarsi, che si allontana dal processo produttivo lineare basato su trasformazione, produzione, consumo e scarto, a favore di una gestione degli sprechi e degli scarti, presenze fisiologiche inevitabili delle lavorazioni. Tra i fattori in gioco in questo nuovo processo, non ultimo è la creatività, per lo sviluppo di prodotti performanti, dal design ricercato in grado di coniugare recupero e innovazione.
Tra le proposte c’è lo sviluppo di un tessuto agugliato nato dal recupero dei cascami, detti anche rifili di telaio, e delle tele di avvio dei telai, la cui leggerezza le rende simili a impalpabili taffetà. Il risultato è un tessuto dall’aspetto infeltrito, morbido e avvolgente, che funge da eccellente base per patch, retro-tasca ed etichette esterne di ampia visibilità. I pochi metri di filato recuperati dalle rocche tessili, in una quantità non bastevole per poter essere impiegata in una produzione successiva, vengono invece tritati e mischiati alla fibra di cotone, dando vita a una carta artigianale dal colore naturale, che non impiega inchiostri e che funge da base per cartellini eco-responsabili.
Con la propria linea circolare di accessori, Emmetex sogna di vedere sullo stesso capo etichetta e nastro tessuti col filato di poliestere riciclato, assieme a un patch frutto della lavorazione degli scarti della tessitura, e a un cartellino colorato ottenuto dal filato esausto della propria produzione. Sogna in grande, ma sogna!
Dopo aver sostituito l’utilizzo del filato in poliestere vergine con uno riciclato, ottenuto dal recupero delle bottiglie in PET, l’azienda toscana si accinge a tagliare un traguardo decisamente più ambizioso: ridurre gli sprechi e combattere gli scarti. A questo scopo Emmetex ha di recente sviluppato un nuovo modello circolare in grado di auto-rigenerarsi, che si allontana dal processo produttivo lineare basato su trasformazione, produzione, consumo e scarto, a favore di una gestione degli sprechi e degli scarti, presenze fisiologiche inevitabili delle lavorazioni. Tra i fattori in gioco in questo nuovo processo, non ultimo è la creatività, per lo sviluppo di prodotti performanti, dal design ricercato in grado di coniugare recupero e innovazione.
Tra le proposte c’è lo sviluppo di un tessuto agugliato nato dal recupero dei cascami, detti anche rifili di telaio, e delle tele di avvio dei telai, la cui leggerezza le rende simili a impalpabili taffetà. Il risultato è un tessuto dall’aspetto infeltrito, morbido e avvolgente, che funge da eccellente base per patch, retro-tasca ed etichette esterne di ampia visibilità. I pochi metri di filato recuperati dalle rocche tessili, in una quantità non bastevole per poter essere impiegata in una produzione successiva, vengono invece tritati e mischiati alla fibra di cotone, dando vita a una carta artigianale dal colore naturale, che non impiega inchiostri e che funge da base per cartellini eco-responsabili.
Con la propria linea circolare di accessori, Emmetex sogna di vedere sullo stesso capo etichetta e nastro tessuti col filato di poliestere riciclato, assieme a un patch frutto della lavorazione degli scarti della tessitura, e a un cartellino colorato ottenuto dal filato esausto della propria produzione. Sogna in grande, ma sogna!